VOGUE ITALIA: A Conversation with Andrew Rogers

"È l’artista dei primati Andew Rogers: il suo “Rhythms of Life” è una costellazione di 51 massicce sculture (dette geoglifi) disseminate nei continenti. Land Art che abbraccia tutto il globo e che si può vedere da un satellite a 770 km sopra di noi. Un progetto che racconta di un gigantismo senza precedenti e che ha coinvolto 7’500 persone in 16 nazioni, dall’esercito cinese ai Masai.

Ho incontrato Rogers durante il suo viaggio europeo – Biennale di Venezia e Art Basel comprese, ovvio – prima che tornasse nella sua Australia.

Come ha scelto le locations per “Rhythms of Life”? Ognuna è significativa per storia e patrimonio. Molte hanno una topografia di grande interesse: nell’Arava Desert (Israele) il sito si trova a 122 m sotto il livello del mare; il Deserto di Atacama (Cile) è il più arido del pianeta; in Nepal il geoglifo “Knot” (una sorta di labirinto) è stato creato nella gola più profonda al mondo, mentre in Antartide abbiamo utilizzato la morena dei ghiacciai.

In che modo le comunità locali vengono coinvolte? La maggior parte delle migliaia di persone che hanno partecipato a “Rhythms of Life” non è mai stata coinvolta nel creare arte. Il processo di creazione è essenziale per il progetto. Si lavora fianco a fianco e in intesa con gli altri per qualcosa che inizialmente è solo un concetto astratto, con la consapevolezza che quello che si crea è storia futura. Uomini, donne e gruppi etnici operano insieme. Le sculture sono un regalo alla comunità che ne è orgogliosa e si occupa di mantenerle nel tempo.

Gli Himba della Namibia sono considerati gli ultimi veri nomadi al mondo; adorano i loro antenati con un fuoco sacro che viene sempre tenuto acceso. La scultura “Sacred Fire” è diventata un luogo di celebrazioni."...

August 7, 2017 2:45 PM

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http://www.vogue.it/l-uomo-vogue/news/2017/08/07/arte-intervista-ad-andrew-rogers/

"He is the premier artist Andew Rogers : his "Rhythms of Life" is a constellation of 51 massive sculptures (called geoglyphs) spread across continents. Land Art embracing the whole globe and you can see it from a satellite at 770 km above us. A project that tells of unprecedented giganticism and involved 7,500 people in 16 nations, from the Chinese army to the Masai.

I met Rogers during his European trip - the Venice Biennale and Art Basel understood, of course - before he returned to his Australia.

How did you choose locations for "Rhythms of Life"? Each is significant for history and heritage. Many have a topography of great interest: in the Arava Desert (Israel) the site is 122 m below sea level; Atacama Desert (Chile) is the most arid on the planet; In Nepal, the "Knot" Geoglyph (a kind of maze) was created in the deepest throat in the world, while in Antarctica we used glacial morain.

How are local communities involved? Most of the thousands of people who participated in "Rhythms of Life" have never been involved in creating art. The creation process is essential for the project. He works side by side and in agreement with others for something that initially is just an abstract concept, with the awareness that what is created is a future story. Men, women, and ethnic groups work together. Sculptures are a gift to the community that is proud of it and takes care of them over time.

The Himba of Namibia are considered the last true nomads in the world; They adore their ancestors with a sacred fire that is always kept on. The "Sacred Fire" sculpture has become a place for celebrations."...

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